Prima di agire su un numero

Un numero in un report ha un’autorità che non si è guadagnato. Quattro domande gli restituiscono l’umiltà con cui sarebbe dovuto arrivare.

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Report, export e analisi producono cifre che sembrano tutte ugualmente solide. La differenza tra una decisione e un errore sta di solito in quattro domande poste prima che il numero finisca in una slide.

Di quale periodo si tratta, esattamente?

Gran parte dei numeri sorprendenti è un problema di intervallo di date. Un mese con una festività, il confronto tra un mese di 31 giorni e uno di 28, un “ultimi 30 giorni” che include silenziosamente i dati incompleti di oggi.

Di’ l’intervallo ad alta voce ogni volta che presenti una cifra — “marzo, quindi quattro settimane piene” — e metà della confusione non nasce nemmeno. Se due persone citano numeri diversi per la stessa cosa, è lì che si guarda per primo, prima che qualcuno metta in dubbio gli strumenti.

Per cosa è diviso il numero?

Le percentuali nascondono il denominatore, ed è nel denominatore che vive il significato. Un tasso di conversione del 40% significa una cosa molto diversa con 10 visitatori rispetto a 10.000, e il report li stampa allo stesso modo.

Porta sempre il conteggio grezzo accanto alla percentuale. È una colonna in più ed elimina un’intera classe di decisioni prese su un tasso calcolato su dodici persone.

Chi viene contato e chi resta fuori in silenzio?

Ogni insieme di dati ha un filtro che qualcuno ha applicato e dimenticato di dire. Account di prova inclusi o no. Il traffico della tua squadra. Ordini annullati. Righe che hanno fallito la validazione e non sono mai arrivate.

Prima che un numero diventi una decisione, scopri cosa esclude. La risposta è spesso più interessante della cifra: se il traffico interno risulta un quinto del totale, la modifica che stavi per fare non è più quella giusta.

Quando due sistemi discordano

Succederà, e l’istinto è decidere quale abbia ragione. Di solito nessuno dei due sbaglia: contano cose diverse, in momenti diversi, con regole diverse su cosa conti come un evento.

Non fare la media e non scegliere quello più gentile. Scegli quello la cui definizione corrisponde alla decisione che stai prendendo, scrivi quale hai scelto e perché, e usa la stessa fonte la volta successiva. La coerenza lungo un anno vale molto più dell’accuratezza in un singolo report: le tendenze sopravvivono a un errore sistematico, non a un cambio di fonte a metà strada.

Domande frequenti

Perché due persone citano numeri diversi per la stessa cosa?

Quasi sempre per l’intervallo di date: un mese con una festività, 31 giorni contro 28, o un “ultimi 30 giorni” che include i dati incompleti di oggi. Controlla l’intervallo prima di dubitare degli strumenti.

Cosa c’è di sbagliato nel riportare una percentuale?

Nasconde il denominatore, dove sta il significato. Il 40% con 10 visitatori non è il 40% con 10.000. Porta sempre il conteggio grezzo accanto alla percentuale.

Due sistemi discordano, quale uso?

Di solito nessuno sbaglia: contano cose diverse. Scegli quello la cui definizione corrisponde alla tua decisione, annota perché e continua a usarlo. La coerenza su un anno batte l’accuratezza di un report.

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